Candidàti

Ultimamente mi ritrovo a fare più colloqui di quello che avrei mai creduto, soprattutto dalla parte dell’intervistatore. Così mi sono documentato su come poter svolgere una selezione tecnica dei candidati e ho fatto una fusione con ciò che il mio istinto mi dice. Non sono assolutamente un professionista in questo ambito, quello che segue è il mio metodo ed è sicuramente da migliorare. Fino poco tempo fa non facevo fare alcuna prova tecnica, che mancanza!

Quello che cerco è la passione. Perché se nel tempo libero il candidato si mette a studiare Swift o a svolgere code kata invece di [inserire attività più social qui], allora la programmazione piace davvero e il lavoro per cui si è presentato non è un ripiego; allora stare al passo coi tempi e studiare framework, librerie e quant’altro non sarà mai un problema e non sarà una persona che si fossilizza tecnologicamente.

Quello che cerco è velocità. Perché se qualcuno sa maneggiare i problemi di base che gli sottopongo con rapidità e scioltezza allora ho speranze che possa cavarsela con quelli complessi. Perché il mondo del software sul lavoro è ben diverso dalla preparazione che ci viene data durante il percorso di studi qui in Italia (almeno per la mia esperienza). Il software con cui dobbiamo lavorare tutti i giorni è complesso, scritto così così e con poca documentazione. Con i concetti base il candidato dovrebbe scrivere su carta e penna quasi alla velocità con qui vi sta spiegando il ragionamento che gli frulla in testa.

Quello che cerco è capacità di concludere le cose. Perché a un certo punto il mondo del codice elegante, raffinato e bla bla è bello ma il troppo stroppia (come si dice dalle mie parti). A un certo punto bisogna saper scegliere il giusto compromesso e consegnare quella dannata feature. Bisogna venirne fuori da documentazione imprecisa e requisiti ambigui. Bisogna concludere, stringere le viti e consegnare. E allora non bisogna avere paura di usare il martello e battere tanti tasti e scrivere quel dannato codice anche se non come vorremmo. Per questo chiedo di esperienze passate magari problematiche e chiedo come se ne è usciti.

Quali sono le vostre esperienze con i colloqui sia da una che dall’altra parte della scrivania? Come capite se chi avete davanti può essere d’aiuto o si rivelerà un peso per la squadra?

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