Il COBOL degli anni 2020

Visual Basic 6 morirà? Non a breve, per lo meno. Kale Peterson di Visual Studio Magazine lo definisce addirittura il COBOL degli anni 2020.

VB6

Quando uscì, Windows 7 sembrava l’ultimo sistema operativo su cui Microsoft avrebbe speso risorse per fare funzionare il runtime di VB6. Invece tale dichiarazione viene costantemente aggiornata e gli sforzi sono tutt’ora attivi anche per Windows 10.

Come mai? La mia esperienza mi porta a pensare che il linguaggio sia ancora supportato perché molte aziende si basano su applicazioni VB6 per processi mission critical. La maggior parte di chi programmava in VB6 non è stata in grado di fare il salto tecnologico richiesto da .NET, negli anni dove con qualche form e un database (Access!) si facevano decine di milioni di Lire/decine di migliaia di Euro. Aggravava la situazione il fatto che i tool di migrazione messi a disposizione da MS non fossero così evoluti e richiedessero molti interventi manuali (strumenti ritirati poi con Visual Studio 2010). Così i consulenti software hanno proseguito col fornire soluzioni, ricche di personalizzazioni e quindi costose. Rimpiazzare la stessa applicazione riscritta con altre tecnologie non è facilmente giustificabile da parte di un’azienda di consulenza che si trova a dover rispondere a queste domande del potenziale cliente:

  • Perché mi devo ricomprare il programma che fa le stesse cose? E quello nuovo crea anche più problemi perché meno collaudato?
  • Perché devo aggiornare quando quello che ho funziona ancora?

Pensando ad alcune risposte efficaci, si potrebbe spiegare al cliente che le tecnologie di sviluppo più recenti permettono di ottenere risultati con costi minori o più velocemente, che rendono più facili gli sviluppi su piattaforme web o mobile. Oltre al fatto che i programmatori di nuova generazione che seguiranno i progetti di tale cliente crescono a pane e Javascript, .Net, HTML; Visual Basic l’hanno sentito nominare solo per motivi storici.

Microsoft tutto ciò lo sa, lo dimostra mantenendo vivo VB6 e quindi tenendosi stretta la sua clientela.

Fare meno schifo ogni anno

Sappiamo tutti noi tecnici come ci si sente a uscire dalla propria zona di comfort e imparare linguaggi o framework nuovi: possiamo quindi capire chi non è riuscito a stare al passo coi tempi. Cala la produttività e il peso delle scadenze diventa improvvisamente maggiore. Inoltre, spiegare al proprio titolare che determinate evoluzioni sono necessarie è difficile se non è tecnologicamente informato.

Se vogliamo chiamarci programmatori di professione, però, dobbiamo trovare il modo per rimanere costantemente aggiornati fare costante pratica ed esercitarci liberamente. Non pensate che, come professionisti, dovremmo sentirci obbligati a farlo? A essere quest’anno meno schifosi dell’anno scorso?
Che ciò avvenga per motivi puramente egoistici, per mantenere vivo il nostro entusiasmo, per farci assumere dall’azienda dei sogni, per realizzare l’app del momento, per sapere cosa succede “là fuori” e come gli altri fanno le cose.
Purché avvenga.

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